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Ecumenismo ed intercomunione

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Il problema dell’intercomunione è un problema di estrema gravità e può costituire una deviazione dal retto metodo ecumenico, presentarsi come un vero trabocchetto per molti cattolici in buona fede ed offrire una nuova testimonianza dello sviamento di teologi dalla teologia. [...] L'unità non si farà mai sulle mezze parole, sui concetti detti a metà, sulle aperture ed interpretazioni volontarie. Se questa qualcuno la chiamasse unità, o non saprebbe quello che dice, o mentirebbe sapendo di mentire. [...] Un falso approccio ecumenico è inficiato di relativismo sul piano dogmatico; è il tema che oggi è trattato eufemisticamente con il termine di pluralismo. Nella sostanza della dottrina accettata come rivelata o certa dalla Chiesa Cattolica non può esistere pluralismo. Questo suppone il relativismo, il quale porta logicamente al disfacimento di tutto; non dunque unità, ma distruzione. E' forse l'unità un'opera di distruzione? Il pluralismo sta nei gusti, negli aspetti, nel...

Stima di Giovanni Paolo II per il Cardinale Siri

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Il Suo ministero si è svolto nell’ambito dell’amata Diocesi d’origine, ma gli echi di esso sono andati ben oltre, superando anche i confini d’Italia e raggiungendo le Chiese che nel mondo vivono la fede nell’unico Signore. [...] Chi legge i Suoi scritti, Signor Cardinale, resta colpito non solo dall’intelligenza e dalla cultura di cui Ella dà prova, ma ancor più dalla passione per la Verità che La guida a cercare, in ogni problema, la soluzione coerente col dato di fede, senza cedimenti di sorta alle mode culturali del momento. Emerge così dall’insieme delle Sue pubblicazioni un tesoro di dottrina, di cui non solo i fedeli della Sua Chiesa particolare, ma anche quelli di tante altre debbono esserLe profondamente grati. [...] Può dunque immaginare, venerato Fratello, con quali sentimenti accolgo le dimissioni, da Lei deposte nelle mie mani. Sono certo che Iddio, alla cui gloria — secondo il motto che Le è caro —Ella ha orientato tutta la Sua vita, non mancherà di confortarLa in questo ...

I demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo

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La pastorale non è l’arte del compromesso e del cedimento: è l’arte della cura delle anime nella verità. Quando questo è stato detto tutti hanno capito: anche, e soprattutto, quelli che hanno deformato o criticato. Il linguaggio del buon pastore è all’opposto di quello che dicono alcuni teologi del momento. Non credo a possibilità scismatiche. Coloro che usano della loro funzione ecclesiastica per sovvertire la Chiesa contano, in realtà, innanzi agli occhi de mondo solo perché esiste quella Chiesa che essi intendono demolire in nome della «Chiesa futura umanità». Poi ci sono tanti segni, soprattutto fuori d’Europa, che indicano che i demolitori della Chiesa hanno fatto il loro tempo. [Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI, 1970]

Chiese sorelle e Chiesa una

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La Unità della Chiesa si attua solo nella piena accettazione del «depositum fìdei»; il rapporto da «sorelle» non è assolutamente sufficiente. La Unità della Chiesa non è mai venuta meno, anche dopo il doloroso scisma, perché la Unità Sua viene dall'interno e non dal fatto che tutti i rami Le siano debitamente inseriti; viene da Pietro, dalla comunione con Lui, dall'esercizio di un Magistero che non esiste fuori di questa Comunione, viene dalle garanzie date da Cristo soltanto alla «roccia». I rami staccati restano oggetto di infinito amore, di paziente ed operosa attesa, ma il cessare di essere «staccati» dipenderà da loro nella grazia di Dio. La verità non si sposta, la si raggiunge dove sta. I Concili fin qui tenuti nella legittima forma e ritenuti Ecumenici, sono realmente Ecumenici, valevoli e durevoli come Ecumenici, senza bisogno di confronti aggiuntivi, di consensi o conferme susseguenti, senza esigenze di accettazione da parte di chi è separato dalla Roccia della Unità...

Chiese sorelle e Chiesa una

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Per fare dell'ecumenismo serio bisogna conoscere bene la teologia. Uscendo da questa, diventano facili tutte le deformazioni o distruzioni, iniziate con termini che possono anche in un primo momento non destare orrore. L'ecumenismo è una cosa troppo seria per lasciarla a coloro che ne fanno solamente una «professione». Questo va premesso per occuparci, come stiamo per fare, delle Chiese «sorelle». La espressione sarebbe innocua quando il sottofondo dottrinale fosse esatto, ma al punto a cui siamo non è più innocua e bisogna farvi attenzione. Alcuni teologi che si occupano dell'ecumenismo, nei confronti delle Chiese orientali, tendono a dare alla espressione «Chiese sorelle» un senso «alternativo», ossia opposto al concetto di «Unità della Chiesa» come è inteso tanto in Oriente che in Occidente. Ecco subito una conseguenza (aberrante quanto il suo principio) di tale alternativa, ossia opposta al concetto di unità della Chiesa. Questi teologi vanno sostenendo che bisognerebb...

L'abito dei progressisti

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Nel Clero la tessera del progressismo è l’abito, borghese naturalmente, o camuffato in modo tale da crearne la impressione. La norma italiana permette il clergyman, ma ha chiaramente detto che l’abito «normale» è la talare. Forma e colore: due cose che per l’Italia sono ben poco rispettate. Chi porta la talare sta fuori del progresso. Invece la talare, «difesa dalla norma di Legge come abito normale», permette di non perdersi mai nella massa, di restare in evidenza, di costituire una testimonianza di sacralità e di coraggio. Su questo punto credo dovrò ritornare. Infatti in questo momento il pericolo più grave per il clero è quello di SCOMPARIRE. Sta scomparendo, perché tutto ormai non s’accorge nel mondo ufficiale, della cultura, della politica, dell’arte che ci siamo anche noi. Tra noi si arriva anche al punto di proclamare che non c’è più il «cristianesimo». Forse che non è indicativo il Referendum sul divorzio? Ho la impressione che quasi nessuno si sia provato a studiare il nesso...

Siamo all'apostasia

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Il sacro non è soltanto il rito: è la presenza nel rito della realtà significata. Quando si mitizza il rito, si perde il senso della sostanza che contiene. Non ci si meravigli poi che l’Eucarestia divenga per taluni una semplice festa dell’unità umana, in cui Dio è semplicemente spettatore. Qui, siamo non alla eresia, ma alla apostasia. [Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI, 1970]

Circa il culto all’Eucaristia

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Gli altari versus populum abbiano sempre, anche nel tempo in cui non si svolgono le azioni liturgiche i candelieri (non meno di due, o quattro, meglio sei) [...] Sono infatti i candelieri che distinguono l’altare cattolico dall’altare acattolico e ciò è della massima importanza. [...] Si consiglia, anche se la legge permette una maggiore libertà, di mantenere l’uso del Crocifisso sull’altare nella parte mediana in modo che il Celebrante e il popolo abbiano sempre visivamente ricordato che su quell’altare si celebra la rinnovazione dello stesso Sacrificio della Croce. [...] Tra i due modi consentiti dalla legge generale per accostarsi alla santa Comunione, quello più consentaneo alla mentalità delle nostre popolazioni, è quello di porsi in ginocchio. Si prescrive pertanto di distribuire la santa Comunione al fedele inginocchiato. Non è ammessa nella Archidiocesi la Comunione in piedi. Qualora si presentassero fedeli, abituati ad altro cerimoniale si invitano garbatamente, ma fermament...

Getsemani, riflessioni del Cardinale Giuseppe Siri sul movimento teologico contemporaneo

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Molti cattolici sono grati al zelante Cardinale Giuseppe Siri per i suoi preziosissimi scritti. Per quanto mi riguarda, mi hanno aiutato tantissimo ad interpretare i documenti dell'ultimo Concilio secondo l'ermeneutica della continuità col Magistero ecclesiastico precedente. Tra i suoi capolavori c'è un libro di dogmatica intitolato “Getsemani - Riflessioni sul movimento teologico contemporaneo”, edito negli anni 80 dalla casa editrice della Fraternità della SS. Vergine Maria. Nelle librerie è ormai introvabile poiché la suddetta casa editrice è stata chiusa. Tuttavia sono tuttora disponibili numerose copie. Coloro che sono interessati ad ottenerne una, possono scrivere al seguente indirizzo: Fraternità della Santissima Vergine Maria - Via Fidanza 62 - 01022 Bagnoregio (VT). Il costo (comprese le spese di spedizione) si aggira intorno ai 25 €. In questo libro il Cardinale Siri confuta le tesi di numerosi teologi, tra i quali il gesuita tedesco Karl Rahner. Attenzione però, ...
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In questa foto il Cardinale Siri è immortalato in compagnia di Baldovino Re del Belgio (il coraggioso monarca che si rifiutò di promulgare nel suo Stato, l'iniqua legge che legalizzava il mostruoso crimine dell'aborto).
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Bella immagine del Cardinale siri mentre prega in ginocchio davanti al Tabernacolo.

Il funerale del Cardinal Siri

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Quel pomeriggio del 5 maggio 1989 il duomo di San Lorenzo, a Genova, era stipato. Vi erano cinque cardinali, una ventina di vescovi, circa trecento preti concelebranti, le autorità cittadine e regionali, membri del governo centrale, le varie associazioni cattoliche, ma soprattutto lui, il popolo, che gremiva la chiesa, la piazza antistante, le vie adiacenti. Il popolo minuto, fatto di uomini e donne, vecchi e giovani uniti nel fatto di essere umili e poveri e di rimpiangere, essi veramente con cuore sincero, un pastore come il Cardinal Siri che forse non tutti avevano potuto accostare, nemmeno nelle frequenti visite pastorali o nelle celebrazioni a cui interveniva, ma che in tanti anni si erano abituati a considerare come uno di casa per Genova, se non per ciascuna famiglia: sapevano che una relazione a livello domestico sarebbe stata impossibile, ma ora prendevano una coscienza ancor più viva di ciò che avevano a lungo sentito e saputo: cioè che a livello di rapporto civico, diocesa...

Il Card. Siri con la pianeta romana nel 1983

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La foto ritrae il Cardinale Giuseppe Siri con la pianeta romana in occasione dell'ordinazione sacerdotale di Mons. Luigi Ernesto Palletti avvenuta il 29 giugno 1983. L'Arcivescovo di Genova ci teneva molto al decoro dei paramenti sacri. La sacralità della liturgia è un elemento di massima importanza per l'edificazione dei fedeli. Mons. Palletti attualmente è vescovo ausiliare di Genova.

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